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Il 30 aprile 2007 ci lasciava, tra l'incredulità
e lo sconforto generale, il nostro Massimo Egiziano.
Dico nostro convinto di non abusare del termine, specie
pensando al dolore immenso della sua famiglia. Nostro perché lui
per noi era un punto di riferimento, un punto fermo, un tassello
imprescindibile della nostra vita. Sì perché il calcetto per tutti
noi é passione forte e, quindi, parte della nostro vivere
quotidiano e lui ne faceva parte a pieno titolo. La sua fierezza, il
suo guardare tutti a testa alta ci contagiava. Il suo ottimismo al
limite della spavalderia era vera panacea per chi non aveva il suo
carisma e la sua prorompente personalità. Potevate fargli
tutto, ma guai a toccargli il SUO Isolotto che, giustamente,
considerava creatura anche propria. Al campo si leggeva sempre nei suoi
occhi l'orgoglio di far parte e di essere parte di questa società.
Di lui ti potevi fidare. Un giorno mi disse: "Antonio sei
una delle persone che stimo di più" Caro Massimo, quelle
parole non le dimenticherò mai.
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