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Sito curato da
Antonio Gaggioli

AL NOSTRO MICROFONO
ANDREA NATALI
  PREPARATORE DEI PORTIERI
DELLA SQUADRA JUNIORES
E DELLA SQUADRA FEMMINILE

a cura di Aga

 come eravamo

Aga: Grande appassionato di moto, tifosissimo viola (sic!) ma, soprattutto, memoria storica del calcetto all’Isolotto, visto che sei il più vecchio, per militanza eh!!!. Correva l’anno…..
Andrea: 
....era la fine del 1991, quando fui coinvolto da un collega in quella che allora era la squadra di calcio amatoriale campionato UISP del Circolo Isolotto da poco organizzata da Giuliano Borsieri. Questo amico/collega, Lorenzo Sieni, era da un po' che mi pressava ed un giorno mi disse "..poche storie, domani portami le foto che ti tesseriamo e la prossima giochi......." Mi ricordo che mi presentai direttamente per la partita al campo di viale Malta, c'era un gruppetto di ragazzi con le borse e gli chiesi "...siete voi quelli dell'Isolotto?" "Si" "...sono il portiere..." Anche se avevo smesso di giocare regolarmente da un paio d'anni (era un periodo...così, diciamo che mi guardavo intorno, visto che per il calcio "serio" ero ormai tagliato fuori per motivi di centimetri, più che altro...) a quell'età non mi serviva essere particolarmente in forma e feci un figurone .... beh, sono passati vent'anni! Il calcio a cinque era ancora embrionale, almeno dalle nostre parti, lo facevo ogni tanto con gli amici, d'estate...mi ricordo dei tornei alle Cascine del Riccio (allora home dell'Easy Bazar) piuttosto che a Mercatale val di Pesa... un paio di anni dopo nacque la sezione calcio a 5, in pratica un gruppetto di amici (Bartolozzi, Montalti, Beraldi, Panizza...che poi sarebbero stati il fulcro della prima squadra vera dell'Isolotto) che si autogestiva sotto le insegne del Circolo Isolotto, in porta ci alternavamo io ed il miei colleghi di allora, Farci e Betti. Piano piano il calcio a cinque prese il sopravvento e nel 1995 ci dedicammo esclusivamente a questo, con due squadre, una UISP ed una FIGC .... io allenavo la prima e giocavo nella seconda! Poi finalmente nel 1997 avemmo una casa nostra nell'impianto di via dei Bassi, che non era certo quello che conosciamo oggi, e da lì la crescita è stata, se non esponenziale, senz'altro costante, fino ad arrivare alla struttura odierna, sia in termini di impianto propriamente detto che societaria, con la fusione con la realtà di Fondiaria che ha infine dato una connotazione funzionale e completa in ogni senso, di organigramma ed altro. Diciamo pure che le soddisfazioni sportive ottenute negli anni sul campo mi hanno ripagato dell'impegno (che ti garantisco è stato tanto) profuso.

Aga: Un paio di episodi da giocatore ed un paio da tecnico che ti sono rimasti impressi
Andrea
Ne potrei citare di episodi da riempire un libro ma c'è una cosa sopra tutte, che ho avuto peraltro occasione di notare molto spesso in questi ultimi mesi, che mi ha impressionato e, soprattutto, dato molta gioia: accorgermi di come moltissimi miei ex compagni di squadra conservino un bel ricordo di me, sia sul campo che fuori ..... qualcuno mi chiama ancora "capitano"!

Aga: Da difendere le porte a preparare i portieri, sempre con la stessa passione. Segreti?
Andrea
No, nessuno in particolare (se poi ne avessi mica li svelerei in pubblico!), solo la passione per questo gioco e questo ruolo in particolare che è più una filosofia che altro: portieri, un po', si nasce. E' un ruolo talvolta ingrato, spesso visibile più nel male che nel bene e che da risultati nel lungo periodo. Un po' come la vita, insomma. Mi piacerebbe curare di più la parte atletica, ma spesso manca il tempo, però quello che cerco di non lasciare mai scoperto è il lato psicologico del ruolo, cerco di trasmettere la cosiddetta mentalità.

 

Aga: Da quando alleni i nostri n°1, hai visto crescere portieri di ogni tipo. Chi ricordi maggiormente, o chi ti ha dato più soddisfazioni, per un motivo qualsiasi?
Andrea: 
Qualche giorno fa uno dei nostri Under21 (non un portiere) mi ha chiesto "Andre, ma com'è che tutti i portieri qui diventano "fenomeni"?". Beh, accettato che non si cava il sangue dalle rape quindi uno qualcosa deve averlo dentro, va anche ricordato che, a parte il sottoscritto, all'Isolotto i portieri sono da sempre curati a dovere, Parronchi ed Innocenti per fare due nomi del recente passato, Pieri e Ciuffi per il presente, oltre al fatto che due tecnici, Rossi e Corsi, sono a loro volta ex portieri. Penso che tutto questo porti ad una sorta di osmosi che si trasmette a tutti i livelli. Comunque per tornare alla domanda in sé, ed anche per non fare torti a nessuno, ricordo i portieri della U21 leva 1985, per inciso una delle squadre più belle viste all'Isolotto e non solo (non a caso può capitare di vedere la nostra prima squadra con in campo un intero quartetto che viene da lì), Napoletano e Rossi, due ottimi portieri, molto diversi fra loro, anche caratterialmente, ma altresì due splendide persone. Dopotutto con Massimo (Rossi) lavoriamo insieme con piacere e  profitto fin da quando ha dovuto intraprendere la carriera di allenatore...

Aga: Ultimo esempio di crescita esponenziale, in ordine di tempo, Christopher Tanfi
Andrea
Christopher è arrivato già portiere, c'era solo da fargli prendere le misure alla porta piccola. C'era e c'è, non è che il lavoro sia finito, ma in un paio d'anni può diventare assolutamente ...... come si dice? Ah, devastante, ecco. Ha talento, ottime basi, mentalità, si impegna in allenamento. Premesso che nessuno di noi è uguale ad un altro, adesso dico una cosa che mi son sempre tenuto per me, ma un po' mi rivedo in lui, alla sua età. Però io ero più pigro in allenamento, a quei tempi se potevo scansare qualcosa ....

Aga: Un fatto è certo, se tanti ragazzi passati sotto le tue grinfie sono arrivati in prima squadra o, comunque, hanno fatto come si dice carriera, il merito è tuo. Che metodi usi?
Andrea
In parte ti ho già risposto prima, oltre a questo, atteso che certe tecniche devono essere assimilate, che certe caratteristiche atletiche devono essere comunque sviluppate, mi baso semplicemente sul cercare di correggere gli errori....

 

Aga: Quest’anno alla juniores stai lavorando con Mattia Bracali e Riccardo Marino
Andrea: 
Sono due buoni elementi, entrambi, e due bravi ragazzi che non guasta mai. Sono solo all'inizio di un percorso ma il potenziale ce l'hanno. Però ....... non ho capito una cosa ......... se quando facciamo gli addominali hanno davvero meno resistenza di me!!

Aga: E per non farti mancare niente dai una mano anche alla squadra femminile
Andrea: 
Inaspettatamente, il forfait dell'ultimo minuto di quello che avrebbe dovuto essere il loro preparatore, Maurizio che me lo ha chiesto ed anche una buona dose di curiosità .... mi dispiace solo di non avere più tempo da dedicargli ma lo faccio con piacere.

Aga: Per concludere questa chiacchierata, quali sono i tuoi progetti sportivi per il futuro? Aspetti la chiamata di una big o chiuderai la carriera, tra 30 anni, in via dei Bassi?
Andrea:
Guarda, sinceramente non mi vedo con un altra casacca addosso ...... piuttosto può darsi che da un momento all'altro mi rimetta le ginocchiere e la maglia numero 1...... ogni tanto ci penso ....... poi però mi sveglio!!! Scherzi a parte, sai cosa mi manca, davvero? I cinque minuti prima di scendere in campo, quelli fra l'appello dell'arbitro ed il fischio d'inizio....lo spogliatoio, la concentrazione, la carica...la tensione che sale e tu che cerchi di incanalarla in energia da spendere in quei 60 minuti a venire. Chi l'ha vissuta sa di cosa parlo.... 

Grazie della chiacchierata, Antonio.

 

 la famosa gabbia di Andrea

GRAZIE A TE  ANDREA, PER TUTTO QUELLO CHE FAI, MA SOPRATTUTTO PER COME LO FAI, CON UMILTA', SENZA SQUILLI DI TROMBA, MA CON TANTA TANTA PASSIONE. SPERO CHE I PIU' GIOVANI PRENDANO ESEMPIO DA UNO COME TE.
Con stima.
Aga