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Aga: Grande
appassionato di moto, tifosissimo viola (sic!) ma,
soprattutto, memoria storica del calcetto
all’Isolotto, visto che sei il più vecchio, per
militanza eh!!!. Correva l’anno…..
Andrea: ....era
la fine del 1991, quando fui coinvolto da un collega
in quella che allora era la squadra di calcio
amatoriale campionato UISP del Circolo Isolotto da
poco organizzata da Giuliano Borsieri. Questo
amico/collega, Lorenzo Sieni, era da un po' che mi
pressava ed un giorno mi disse "..poche storie,
domani portami le foto che ti tesseriamo e la
prossima giochi......." Mi ricordo che mi
presentai direttamente per la partita al campo di
viale Malta, c'era un gruppetto di ragazzi con le
borse e gli chiesi
"...siete voi quelli dell'Isolotto?" "Si" "...sono
il portiere..."
Anche se avevo smesso di giocare regolarmente da un
paio d'anni (era un periodo...così, diciamo che mi
guardavo intorno, visto che per il calcio "serio"
ero ormai tagliato fuori per motivi di centimetri,
più che altro...) a quell'età non mi serviva essere
particolarmente in forma e feci un figurone ....
beh, sono passati vent'anni! Il calcio a cinque era
ancora embrionale, almeno dalle nostre parti, lo
facevo ogni tanto con gli amici, d'estate...mi
ricordo dei tornei alle Cascine del Riccio (allora
home dell'Easy Bazar) piuttosto che a Mercatale val
di Pesa... un paio di anni dopo nacque la sezione
calcio a 5, in pratica un gruppetto di amici (Bartolozzi,
Montalti, Beraldi, Panizza...che poi sarebbero stati
il fulcro della prima squadra vera dell'Isolotto)
che si autogestiva sotto le insegne del Circolo
Isolotto, in porta ci alternavamo io ed il miei
colleghi di allora, Farci e Betti. Piano piano il
calcio a cinque prese il sopravvento e nel 1995 ci
dedicammo esclusivamente a questo, con due squadre,
una UISP ed una FIGC .... io allenavo la prima e
giocavo nella seconda! Poi finalmente nel 1997
avemmo una casa nostra nell'impianto di via dei
Bassi, che non era certo quello che conosciamo oggi,
e da lì la crescita è stata, se non esponenziale,
senz'altro costante, fino ad arrivare alla struttura
odierna, sia in termini di impianto propriamente
detto che societaria, con la fusione con la realtà
di Fondiaria che ha infine dato una connotazione
funzionale e completa in ogni senso, di organigramma
ed altro. Diciamo pure che le soddisfazioni sportive
ottenute negli anni sul campo mi hanno ripagato
dell'impegno (che ti garantisco è stato tanto)
profuso.
Aga: Un
paio di episodi da giocatore ed un paio da tecnico
che ti sono rimasti impressi
Andrea: Ne
potrei citare di episodi da riempire un libro ma c'è
una cosa sopra tutte, che ho avuto peraltro
occasione di notare molto spesso in questi ultimi
mesi, che mi ha impressionato e, soprattutto, dato
molta gioia: accorgermi di come moltissimi miei ex
compagni di squadra conservino un bel ricordo di me,
sia sul campo che fuori ..... qualcuno mi chiama
ancora "capitano"!
Aga: Da
difendere le porte a preparare i portieri, sempre
con la stessa passione. Segreti?
Andrea: No,
nessuno in particolare (se poi ne avessi mica li
svelerei in pubblico!), solo la passione per questo
gioco e questo ruolo in particolare che è più una
filosofia che altro: portieri, un po', si nasce. E'
un ruolo talvolta ingrato, spesso visibile più nel
male che nel bene e che da risultati nel lungo
periodo. Un po' come la vita, insomma. Mi piacerebbe
curare di più la parte atletica, ma spesso manca il
tempo, però quello che cerco di non lasciare mai
scoperto è il lato psicologico del ruolo, cerco di
trasmettere la cosiddetta mentalità.
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Aga: Da
quando alleni i nostri n°1, hai visto crescere
portieri di ogni tipo. Chi ricordi maggiormente, o
chi ti ha dato più soddisfazioni, per un motivo
qualsiasi?
Andrea: Qualche
giorno fa uno dei nostri Under21 (non un portiere)
mi ha chiesto
"Andre, ma com'è che tutti i portieri qui diventano
"fenomeni"?".
Beh, accettato che non si cava il sangue dalle rape
quindi uno qualcosa deve averlo dentro, va anche
ricordato che, a parte il sottoscritto, all'Isolotto
i portieri sono da sempre curati a dovere, Parronchi
ed Innocenti per fare due nomi del recente passato,
Pieri e Ciuffi per il presente, oltre al fatto che
due tecnici, Rossi e Corsi, sono a loro volta ex
portieri. Penso che tutto questo porti ad una sorta
di osmosi che si trasmette a tutti i livelli.
Comunque per tornare alla domanda in sé, ed anche
per non fare torti a nessuno, ricordo i portieri
della U21 leva 1985, per inciso una delle squadre
più belle viste all'Isolotto e non solo (non a caso
può capitare di vedere la nostra prima squadra con
in campo un intero quartetto che viene da lì),
Napoletano e Rossi, due ottimi portieri, molto
diversi fra loro, anche caratterialmente, ma altresì
due splendide persone. Dopotutto con Massimo (Rossi)
lavoriamo insieme con piacere e profitto fin da
quando ha dovuto intraprendere la carriera di
allenatore...
Aga: Ultimo
esempio di crescita esponenziale, in ordine di
tempo, Christopher Tanfi
Andrea: Christopher
è arrivato già portiere, c'era solo da fargli
prendere le misure alla porta piccola. C'era e c'è,
non è che il lavoro sia finito, ma in un paio d'anni
può diventare assolutamente ...... come si dice? Ah,
devastante, ecco. Ha talento, ottime basi,
mentalità, si impegna in allenamento. Premesso che
nessuno di noi è uguale ad un altro, adesso dico una
cosa che mi son sempre tenuto per me, ma un po' mi
rivedo in lui, alla sua età. Però io ero più pigro
in allenamento, a quei tempi se potevo scansare
qualcosa .... Aga: Un
fatto è certo, se tanti ragazzi passati sotto le tue
grinfie sono arrivati in prima squadra o, comunque,
hanno fatto come si dice carriera, il merito è tuo.
Che metodi usi?
Andrea: In
parte ti ho già risposto prima, oltre a
questo, atteso che certe tecniche devono essere
assimilate, che certe caratteristiche atletiche
devono essere comunque sviluppate, mi baso
semplicemente sul cercare di correggere gli
errori....
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Aga: Quest’anno
alla juniores stai lavorando con Mattia Bracali e
Riccardo Marino
Andrea: Sono
due buoni elementi, entrambi, e due bravi ragazzi
che non guasta mai. Sono solo all'inizio di un
percorso ma il potenziale ce l'hanno. Però .......
non ho capito una cosa ......... se quando facciamo
gli addominali hanno davvero meno resistenza di me!!
Aga: E
per non farti mancare niente dai una mano anche alla
squadra femminile
Andrea: Inaspettatamente,
il forfait dell'ultimo minuto di quello che avrebbe
dovuto essere il loro preparatore, Maurizio che me
lo ha chiesto ed anche una buona dose di curiosità
.... mi dispiace solo di non avere più tempo da
dedicargli ma lo faccio con piacere.
Aga: Per
concludere questa chiacchierata, quali sono i tuoi
progetti sportivi per il futuro? Aspetti la chiamata
di una big o chiuderai la carriera, tra 30 anni, in
via dei Bassi?
Andrea:
Guarda, sinceramente non mi vedo con un altra
casacca addosso ...... piuttosto può darsi che da un
momento all'altro mi rimetta le ginocchiere e la
maglia numero 1...... ogni tanto ci penso .......
poi però mi sveglio!!! Scherzi a parte, sai cosa mi
manca, davvero? I cinque minuti prima di scendere in
campo, quelli fra l'appello dell'arbitro ed il
fischio d'inizio....lo spogliatoio, la
concentrazione, la carica...la tensione che sale e
tu che cerchi di incanalarla in energia da spendere
in quei 60 minuti a venire. Chi l'ha vissuta sa di
cosa parlo.... Grazie della
chiacchierata, Antonio.
GRAZIE A TE ANDREA, PER
TUTTO QUELLO CHE FAI, MA SOPRATTUTTO PER COME LO
FAI, CON UMILTA', SENZA SQUILLI DI TROMBA, MA
CON TANTA TANTA PASSIONE. SPERO CHE I PIU' GIOVANI
PRENDANO ESEMPIO DA UNO COME TE. Con stima. Aga |
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